Seghe da banco e a nastro
La sega da banco esegue tagli dritti longitudinali e trasversali in pannelli e listelli, mentre quella a nastro se la cava con curve, refendatura e profili e tubi in acciaio. Sulla sega da banco contano la larghezza di taglio e il coltello divisore, che tiene la fessura aperta e previene il contraccolpo. Sulla sega a nastro la chiave è la velocità di taglio, perché il legno gira intorno agli ottocento metri al minuto e il metallo circa dieci volte più lentamente. Per l'acciaio si usa la lama bimetallica, con il passo dei denti scelto in base allo spessore della parete.
Seghe da banco e a nastro
La sega da banco e quella a nastro hanno in comune che la macchina resta ferma ed è il pezzo a muoversi. La sega da banco tiene la lama sporgente dal piano ed esegue tagli dritti longitudinali e trasversali in tavole, pannelli e listelli. La sega a nastro fa girare una lama senza fine tra due volani, perciò se la cava con curve, refendatura e profili e tubi in acciaio. Le versioni portatili di entrambe le macchine stanno in auto e si vendono spesso senza cavalletto, che si compra a parte.
Sulla sega da banco la cosa più importante è la larghezza di taglio, cioè la distanza tra la lama e la guida parallela nella posizione estrema. Le macchine intorno ai sessanta centimetri dividono a metà un pannello da cantiere, i modelli portatili più piccoli finiscono prima e vanno piuttosto per i listelli. Il secondo valore è la profondità di taglio ad angolo retto, che con una lama da 210 mm si aggira sui 65 mm. Un regime di circa quattromila giri al minuto basta per legno e plastica, mentre il metallo richiede una lama pensata proprio per quel materiale.
L'infortunio più frequente alla sega da banco lo causa il contraccolpo, quando il taglio si chiude dietro la lama e la tavola parte verso l'operatore. A contrastarlo c'è il coltello divisore, che tiene la fessura aperta e segue la lama anche quando si cambia l'altezza. La cuffia superiore e i nottolini anticontraccolpo si possono togliere, ma in un taglio normale non hanno motivo di stare da parte. Gli ultimi centimetri la tavola si spinge sempre con lo spingipezzo, mai con la mano accanto alla lama.
Sulla sega a nastro decide la velocità di taglio, perché legno e metallo chiedono valori del tutto diversi. Il legno regge una lama che gira intorno agli ottocento metri al minuto, il metallo tenero si assesta sui cento e l'inox ancora più lentamente. Per questo le seghe a nastro per metallo hanno regolazione continua, mentre quelle per legno si accontentano di due velocità. L'altezza di passaggio dice quanto spesso materiale entra sotto la lama, sulle macchine portatili per metallo di norma intorno ai 125 mm.
Per il metallo si usa la lama bimetallica, perché il dorso morbido regge la flessione sui volani e i denti duri tengono nell'acciaio. Il passo dei denti si sceglie in base allo spessore della parete, sui tubi sottili devono mordere almeno tre denti, altrimenti un dente si spezza. Il materiale lo tiene la morsa e il taglio si conduce senza pressione, perché la lama detta da sola il ritmo e spingendo la si rovina soltanto.