Illuminazione solare

Paletti da giardino, luci per gradini e applique da parete, proiettori, lampioni stradali e lanterne da campeggio portatili con ricarica via USB in un unico posto. La capacità della batteria moltiplicata per la tensione dà i wattora, e dato che un LED rende circa cento lumen per watt, le decine di migliaia di lumen dichiarate durerebbero solo minuti con una batteria simile. Il diodo dura decine di migliaia di ore, la batteria da una a tre stagioni, quindi conviene verificare se si può cambiare. A dicembre il pannello raccoglie in Europa centrale dall’otto al ventidue per cento di quanto raccoglie a giugno, e la ricarica sotto zero danneggia la batteria in modo permanente.

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Illuminazione solare

Un apparecchio solare produce da sé la propria elettricità, quindi non serve tirare nessun cavo fino a lui e non si collega niente. Nella categoria ci sono paletti da giardino e luci per gradini, applique da parete, proiettori, lampioni stradali e lanterne da campeggio portatili che si ricaricano via USB. Una parte dei modelli ha il sensore di movimento, una parte il telecomando, e per una parte è indicato il grado di protezione IP. Le capacità delle batterie vanno da 600 a 12 500 milliamperora.

Il valore in lumen è sugli apparecchi solari il numero meno affidabile della confezione. La capacità della batteria in milliamperora moltiplicata per la tensione dà i wattora, un LED di oggi rende da cento a centocinquanta lumen per watt, e da qui si calcola per quanto tempo l’apparecchio può illuminare alla potenza dichiarata. Una batteria al litio da 12 500 milliamperora immagazzina circa quarantasei wattora, quindi ventimila lumen durerebbero solo minuti con una batteria simile, non una notte. Leggete perciò i numeri alti come pubblicità e non come un dato con cui si possa confrontare.

Quanto a lungo l’apparecchio regge durante la notte lo decide la batteria, non la dimensione del pannello né il numero di diodi. Il diodo dura decine di migliaia di ore, ma la batteria di un apparecchio solare da una a tre stagioni, quindi è lei a esaurirsi per prima. Sugli apparecchi con batteria sostituibile la riparazione si riduce al prezzo della batteria, su quelli sigillati nella resina si butta via l’intera lampada. Prima dell’acquisto conviene perciò verificare se la batteria si può cambiare.

L’apparecchio solare funziona peggio proprio nel periodo in cui serve di più. A dicembre il pannello raccoglie in Europa centrale solo dall’otto al ventidue per cento di quanto raccoglie a giugno, quindi il tempo di illuminazione d’inverno si riduce a una frazione. La giornata corta, il sole basso e la nuvolosità si sommano, quindi d’inverno anche un pannello pulito ha poco da cui attingere. La neve sul pannello ferma del tutto la ricarica finché qualcuno non la toglie.

Il gelo abbassa la capacità solo temporaneamente, ma la ricarica sotto zero danneggia la batteria in modo permanente, e d’inverno un apparecchio solare si ricarica proprio con il gelo. Sulle batterie al litio bastano cinque ricariche sotto zero perché la capacità cali in modo irreversibile dal quindici al venticinque per cento. D’inverno conviene perciò ritirare gli apparecchi più economici, e le lanterne da campeggio e le lampade da lavoro di questa categoria si ricaricano comunque via USB.